Prove scientifiche sugli effetti della tangoterapia
La grande ballerina Carmencita Calderon
Carmencita Calderon nata il 10 febbraio del 1905, si è spenta il 31 ottobre del 2005.
Il 10
febbraio aveva festeggiato brillantemente i 100 anni.
Nel pomeriggio del giorno
dopo è andata dal parrucchiere, in serata ha chiamato un taxi e si è fatta portare
alla Baldosa, una milonga molto conosciuta a Buenos
Aires, nel quartiere Flores. Molti ballerini e appassionati di tango la stavano aspettando. C’era un tavolino riservato per Carmencita.
Ha appoggiato la borsetta, si è seduta e poi si è alzata quando Jorgito Dispari l’ha
invitata a ballare: un tango, una milonga, un vals. Applausi scroscianti hanno invaso la sala.
Alle due passate
ha chiamato un altro taxi ed è tornata a casa,
a Villa Lugano, peina di gioia e soddisfazione. Non avrebbe potuto immaginare
un modo più bello per festeggiare il suo secolo,
tra le braccia di quel bravo tanguero che ha fatto
le coreografie di Assassination Tango e molte altre cose, tra cui insegnare tango alla grande ballerina Geraldine
Rojas.
Il metodo logo-terapeutico
Il metodo logoterapeutico ideato da Frankl è finalizzato al recupero della persona anche nella sua dimensione spirituale per aiutarla a scoprire i sentimenti profondi che rendono significativa la propria esistenza, con il superamento delle visioni egocentriche, l’utilizzo dell’auto-distanziamento e di una proficua ironia.
In tal modo è possibile avviare un processo di cambiamento che, muovendo da uno stato di crisi, di vuoto, di solitudine, rielabora il senso dei propri fallimenti e fornisce la consapevolezza delle potenzialità latenti ed inespresse per la gestione del proprio ruolo umano, sociale, esistenziale.
La principale caratteristica dell’approccio di Frankl è quella di vedere l’essere umano nella sua interezza fatta di corpo, mente e spirito, cercando di evitare ogni forma di riduzionismo, che veda l’uomo forgiato da determinati impulsi (es. la libido) ma di elevarlo ad un essere in grado di cogliere il significato (logos) della propria esistenza, anche nelle situazioni più tragiche.
L’armoniosa unità delle tre dimensioni (corpo, mente e spirito) viene conquistata con l’analisi della autobiografia (o del memoir), consentendo alla persona di chiarire il senso della propria vita, scoprendo in sé le predisposizioni, i talenti, guardando alle scelte e alle decisioni future che meglio potranno condurre ad una esistenza serena e gratificante. Solo così si potrà superare la sofferenza e attribuirle un valore esistenziale.
La logoterapia, ideata ed attuata da Viktor Frankl, si colloca all'interno della psicologia umanistica denominata terza forza, nell'ambito della psicoterapia (dopo la psicoanalisi classica e il comportamentismo skinneriano).
Frankl, neuropsichiatra austriaco, direttore della sezione di neuropsichiatria del Rotschild Hospital di Vienna prima della seconda guerra mondiale, essendo di famiglia ebrea, fu deportato con la famiglia e, dalla tremenda e disumana esperienza di Auschwitz, creò le basi della Logo-terapia e le prime valide tecniche di aiuto, sperimentandole in prima persona. Per Frankl il riferimento filosofico fondamentale è nella frase di Nietzsche “Chi ha un motivo per vivere, può sopportare quasi ogni come”, riferendosi in primis alla sua tragica esperienza familiare e personale nei campi di concentramento, dopo la quale, scrisse il suo primo libro “Uno psicologo nel lager”.
La tecnica del sogno lucido
Usato fin dai primi del '900 veniva utilizzato per esplorare il subconscio e far affiorare le potenzialità della personalità, fino a quando emerse che lo spazio immaginativo poteva avere anche una valenza terapeutica, rimuovendo stati di ansia e sintomi psicopatologici.
Con la terapia immaginativa, quindi, le immagini diventano la base fondamentale e da esse ci si lascia trasportare per condurre l’inconscio altrove.
Il mondo interiore della persona viene così ad essere rappresentato dalle “storie” che emergono e dal loro linguaggio simbolico in cui si rivelano i conflitti inconsci, i bisogni, le angosce, i desideri e nel contempo anche le potenzialità nascoste.
Con la terapia immaginativa, oltre a portare alla luce problematiche irrisolte e timori, si persegue successivamente l’intento di raggiungere uno stato di equilibrio interiore e serenità, evocando durante il sogno lucido immagini rasserenanti.
In questo caso, i sogni lucidi possono essere considerati l’opposto degli incubi.









