Ritrovare te stesso

Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo, né meno disturbato per l'uomo, di quello che trova nella sua anima.

La maggior parte delle cose che diciamo e facciamo non sono necessarie; chi le eliminerà dalla sua vita sarà più tranquillo e imperturbato.    

Marco Aurelio 

Aforismi sull'immaginazione

L'immaginazione è più importante del sapere.
    Albert Einstein

L’immaginazione è una qualità che è stata concessa all’uomo per compensarlo di ciò che egli non è, mentre il senso dell’umorismo gli è stato dato per consolarlo di quel che egli è.
    Oscar Wilde 

L’immaginazione a volte dispiega ali grandi come il cielo in un carcere grande come una mano.
    Alfred de Musset

Solo coloro che possono vedere l’invisibile, possono compiere l’impossibile!
    Patrick Snow

L’uomo è nato per creare. La vocazione umana è quella di immaginare, inventare, osare nuove imprese.
    Michael Novak

La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto.
    Albert Einstein

Essere artefici della propria vita

“Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.”
    Carl Gustav Jung 

“Quando non si può più cambiare la situazione, non resta altro da fare che cambiare noi stessi.”
    Viktor Frankl

“Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire”
    Paulo Coelho   

“L’origine della paura è nel futuro, e chi si è affrancato dal futuro non ha più nulla da temere”
    Milan Kundera

Narratori del romanzo della nostra vita

Siamo i narratori del romanzo della nostra vita,
possiamo decidere di essere scrittori plagiari o originali,
ma comunque condannati a essere liberi di scegliere.

José Ortega Y Gasset (Madrid 1883-1955)

"La ribellione della masse", libro scritto nel 1930, è ritenuto il suo capolavoro.
Il maggior merito di Ortega è aver reso la filosofia alla portata di tutti, utilizzando un linguaggio semplice e accessibile alla gente comune. È celebre la sua affermazione "Yo soy yo y mi circunstancia, y si no la salvo a ella no me salvo yo" che significa: io sono io e la mia circostanza, e se non salvo questa non salvo neppure me.
Con questa affermazione, Ortega vuole evidenziare sottolineare l'unicità di ogni essere umano, per cui nessuno può vivere al posto di altro, non soltanto per i diversi fattori temperamentali presenti alla nascita, ma anche per le differenti circostanze spaziali e temporali: questo mix dà origine a qualcosa di unico e irripetibile. Non prendere in considerazione le differenti circostanze, comporta l'annullamento della persona (tale concetto Ortega l'ha mutuato dal filosofo Martin Heidegger).

Gestione della classe con bambini ADHD

La prima regola è evitare i pregiudizi.

La seconda regola è accogliere questi ragazzi/e senza innescare un braccio di ferro, pensando di poter modificare il loro comportamento in maniera repentina. Comportarsi in maniera oppositiva, con chi è già tendenzialmente oppositivo, non porta a nulla di buono. I cambiamenti sani necessitano di tempo.

La terza regola è valorizzare gli aspetti positivi e partire da lì per costruire un rapporto di fiducia. Certamente gli insegnanti curriculari non hanno il tempo per fare tutto questo, quindi si auspica che ci sia un insegnante di sostegno preparato e capace.
Partendo da un buon rapporto di stima e fiducia reciproca, le regole verranno via via accettate, partendo da quelle più semplici che richiedono meno sforzo. Concedere intervalli e offrire piccole gratificazioni, senza spostarle in un arco temporale trioppo lungo. Il bambino ADHD non riesce ad attendere troppo, l'attesa gli crea ansia e frustrazione.
Inoltre è molto importante evitare che si annoi. Può essere utile offrirgli attività ludico-didattiche come rebus e cruciverba. Il fatto di recarsi a scuola ogni mattina non deve essere il suo incubo, ma deve divenire un piacere, seppur inframezzato da un impegno che imparerà pian piano ad accettare di buon grado, quando potrà raggiungere le prime piccole soddisfazioni.

A scuola, gli insegnanti si trovano spesso in difficoltà e nel tentativo di mettere fine ad alcune condotte ritenute inappropriate e talvolta, non riuscendo a gestirle, si vengono a creare situazioni controproducenti per tutta la classe.

Il sistema scolastico necessita di regole, ordine ed uniformità di programmazione e perciò questo costituisce uno scoglio insormontabile rispetto all'esuberanza dei ragazzi/e con ADHD. 

Purtroppo in diverse occasioni si verifica che i docenti, preoccupati di evitare il rischio di diffusione per imitazione di condotte anomale all’interno della classe, adottino giudizi svalutativi e colpevolizzanti che alla fine possono determinare un circolo vizioso negativo, attraverso una reazione emotiva che genera il peggioramento delle condotte.

È importante lavorare in classe evitando atteggiamenti svalutanti, nei confronti di questi allievi e delle loro famiglie.

Ecco alcuni dei pregiudizi più comuni, che vanno evitati:

- i comportamenti inadeguati sono riconducibili al permissivismo dei genitori

- con la severità si potrebbe ottenere molto di più, almeno in merito alla condotta

- mancano di rispetto perché sono dei gran maleducati

- dimenticano il materiale scolastico perché non hanno voglia di fare nulla

- sono strafottenti perché nessuno gli ha insegnato le buone maniere

- i genitori lasciano passare tutto e quindi creanno danni

- se sono intelligenti e vanno male a scuola è solo perché non studiano 

- quando una cosa gli va a genio riescono a farla, sono solo sfaticati

- fanno i furbi credendo di prendere in giro gli insegnanti

Ciò che fa divertire di più

Quali sono le attività più piacevoli e gratificanti per l’essere umano?

Proviamo a rispondere escludendo le attività legate alle esigenze fisiologiche che rappresentano i bisogni primari (quelli si trovano alla base della piramide ideata dallo psicologo Abraham Maslow).
Quindi escludiamo il piacere di fare una bella dormita quando abbiamo sonno, o una bella mangiata quando abbiamo ha fame.

Secondo gli studi di psicologia evolutiva (Jean Piaget), fin da quando si è bambini il gioco più bello e gratificante è quello di realizzare qualcosa.
Pensiamo ai giochi legati alle costruzioni, in particolare quelli dove si è liberi di creare. L’attività di costruire, in maniera libera seguendo la propria inventiva, soddisfa il bisogno di spontaneità, legato alla auto-realizzazione che sta al vertice della piramide di Maslow.
Crescendo, il piacere si lega anche alla possibilità di risolvere un enigma, di superare un ostacolo o di svelare un mistero.
Infatti, bambini e adulti sono attratti da storie in cui il protagonista affronta un problema, combatte e supera una situazione difficile, o comprende qualcosa che lo stava tormentando, per esempio svela un imbroglio... Questo migliora il senso di autoefficacia (così come ci spiega Albert Bandura), contribuisce a rafforzare le life skills e l’autostima.
È importante guidare figli e allievi verso attività utili, che non servano semplicemente a riempire il tempo, ma che infondano una gratificazione profonda e che possano contribuire ad un’autentica maturazione sviluppando altresì buone capacità di problem solving.

Trovare il bello nel brutto

Trovare una dimensione di armonia e gradevolezza anche nel brutto, ecco il massimo della bellezza.

Rossana d'Ambrosio

Escher - Enigma

La teoria polivagale di Porges

Secondo la teoria classica il sistema nervoso autonomo è composto dal sistema simpatico (attivazione) e sistema parasimpatico (rallentamento, rilascio).
In base alla Teoria Polivagale, invece, ci sarebbero tre sistemi progressivi di attivazione (al posto di due in contrapposizione). 
Il sistema parasimpatico, secondo la Teoria Polivagale, sarebbe formato da due circuiti (che in base alla nostra storia filogenetica si sono strutturati in momenti diversi della nostra evoluzione): abbiamo una porzione ventrovagale più recente e una porzione dorsovagale più antica. 
Il circuito ventrovagale più recente promuove comportamenti di ingaggio sociale. 
Invece, in momenti di forte stress prolungato, si attiverebbe il circuito più antico dorsovagale che può generare freezing, collasso, sincope e risposte shutdown. Questo spiegherebbe anche i casi in cui, in presenza di trauma, si può arrivare anche alla dissociazione e depersonalizzazione.

In pratica, nell’essere umano, il sistema nervoso autonomo risponde ai pericoli presenti nell’ambiente attivando gradualmente tre livelli di difesa, dal più recente ed evoluto al più antico. Inizialmente, prova a reagire con l’ingaggio sociale, legato alla corteccia prefrontale.
In seguito, se necessario, entra in azione il sistema simpatico e si arriva all’assetto di difesa attaccando o fuggendo. Se neppure questo è utile si arriva alla modalità più primitiva mediata dal parasimpatico dorsovagale che è quella della morte apparente, quindi il collasso, la dissociazione.

Pertanto, quando il sistema nervoso autonomo è continuamente impegnato in modalità difensiva, come avviene in situazioni di trauma o stress prolungato, viene a mancare la normale alternanza armonica tra attivazione e scarica. La meditazione, il training autogeno, il feedback dello psicologo polivagale aiutano a ripristinare una fluttuazione armonica delle emozioni. Con l’approccio polivagale si attivano emozioni di sicurezza e fiducia attraverso il colloquio con lo psicologo. Il senso di pace e stabilità sperimentato nella relazione è alla base di un percorso di cambiamento. Senza sicurezza e stabilità non ci può essere cambiamento perché le energie sono concentrate sulla difesa.

L’obiettivo dell’approccio polivagale è quello che il cliente possa sperimentare a livello corporeo uno stato di calma e benessere, per acquisire familiarità con uno stato di armonica regolazione. È molto utile anche nel caso di ADHD e nei casi di disregolazione emotiva.

Si rivela importante stimolare positivamente il nervo vago; questo serve anche a rallentare la frequenza cardiaca e diminuire la pressione sanguigna, soprattutto in momenti di agitazione e ansia o quando si è sotto stress per la richiesta di elevate prestazioni. 
In base ad alcuni studi, la stimolazione del nervo vago (via ventrovagale) riduce l’infiammazione e allevia condizione di sofferenza nei pazienti con artrite reumatoide, inibendo la formazione di citochine infiammatorie. Questo si spiega col fatto che l’infiammazione è una delle risposte del corpo allo stress cronico.

Tutt'uno mente corpo

Dietro i tuoi pensieri e sentimenti, c'è un possente sovrano, un saggio ignoto, che si chiama Sé. Abita nel tuo corpo, è il tuo corpo.
Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza.

Friedrich Nietzsche

Approccio umanistico-esistenziale

In ogni organismo, essere umano compreso, c'è un flusso costante teso alla realizzazione costruttiva delle sue possibilità intrinseche, una tendenza naturale alla crescita.                    
    Carl Rogers

In psicologia esistono varie teorie che danno origine a diversi approcci alla terapia. Tra gli approcci utilizzati in psicologia, troviamo quello umanistico-esistenziale che si rifà alle teorie dell'umanesimo e dell'esistenzialismo in base alle quali la persona, con le sue caratteristiche e qualità, è posta al centro. Uno dei principali teorici cui fa riferimento questa scuola di pensiero è Carl Rogers, psicologo statunitense e autore del libro "La terapia centrata sul cliente" (1951).

Da una parte la psicologia umanistica degli Stati Uniti e dall'altro quella esistenzialista dall'Europa diedero vita a un nuovo approccio, definito terza forza perché prendeva le distanze dalla psicoanalisi freudiana e dal comportamentismo di Watson.

La caratteristica principale della psicologia umanistico-esistenziale è proprio quella di mettere al centro l'essere umano che, rispetto alle teorie precedenti, non è in balia delle forze esterne e interne ma si rende consapevole delle sue scelte e responsabile della sua esistenza. Ogni persona vive una propria esperienza unica e può sviluppare le proprie potenzialità attraverso l'accettazione dei propri limiti interni e quelli provenienti dall'esterno. 

Secondo Carl Rogers, infatti: Gli individui hanno in loro stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro concetto di sé, gli atteggiamenti di base e gli orientamenti comportamentali. Queste risorse riescono ad emergere quando viene creato un contesto di atteggiamenti psicologici facilitanti.

Secondo l'idea degli psicologi esistenzialisti, i disturbi psicologici si presentano per lo più quando si crea un blocco nell'adattamento della persona all'ambiente circostante, ostacolando di conseguenza il percorso di crescita. Lo psicologo che si avvale dell'approccio umanistico-esistenziale si concentra sulla persona con una modalità non giudicante, attraverso l'ascolto attivo. Le azioni dell'essere umano non vengono considerate il risultato degli istinti, quanto della sua volontà di autorealizzarsi, di conoscere e di esprimersi. Durante le sedute è fondamentale ascoltare il cliente per comprendere le sue potenzialità e per valorizzare i suoi talenti, abbattendo gli ostacoli che si frappongono fra lui e la sua crescita personale. Rispetto ad altri approcci il cliente è una parte attiva nel processo di ripresa e di riadattamento.

Rispetto ai precedenti approcci, quello umanistico-esistenziale introduce un'altra novità che consiste nel dare valore alle sedute di gruppo. Attraverso le relazioni che si sviluppano all'interno del gruppo è possibile creare maggiore consapevolezza nel cliente, aiutandolo a scoprire sé stesso e il proprio daimon.

I disagi in età adolescenziale e l'impotenza dei genitori

Nella società di oggi, i disagi vissuti dagli adolescenti sono sempre più frequenti e assumono diverse connotazioni.
Non è raro il ritiro sociale di molti giovani che si chiudono in loro stessi, si allontanano dal gruppo dei pari e spesso arrivano anche ad abbandonare la scuola.

Molte ragazze iniziano, in età sempre più precoce, ad avere problemi di alimentazione: si va dalle grandi abbuffate, alla forte restrizione calorica, alla pratica del vomiting. Pur se in maniera meno frequente, anche alcuni ragazzi oggi soffrono di anoressia nervosa o di ortoressia (ossessione per il cibo salutare).

Purtroppo si stanno diffondendo rapidamente pratiche autolesionistiche di diversa natura: tagli su braccia e gambe, bruciature, ecchimosi sul volto e altre parti del corpo. E queste sono solo alcune...
Ma che cosa si cela dietro questi comportamenti? Spesso c'è un universo di emozioni difficili da gestire, il desiderio di affermare se stessi attraverso un presunto atto di forza e coraggio nel tentativo di vincere il senso di inadeguatezza. Talvolta la sofferenza fisica si presenta come una modalità per sedare il dolore psicologico. Un senso disperante di vuoto che, per essere colmato, induce ad atti reputati “eroici”. 

I genitori si ritrovano ad essere impotenti di fronte a questi drammi familiari. Il loro dolore è enorme nel sentire che non riescono a gestire una situazione che sembra sfuggire di mano. Ogni loro atteggiamento, ogni consiglio, ogni rimprovero, seppur fatto con amore, spesso appare, non solo inadeguato, ma addirittura controproducente. Tutto sembra remare contro e il mondo si ferma in una situazione di stallo e di dolore... Tutto ciò che si è seminato e profuso durante l'infanzia dei figli sembra perduto...

Un percorso psicologico può sicuramente aiutare. Ma quale può essere l'approccio psicologico più adeguato?
In questi casi, in cui bisogna agire tempestivamente, prima di un dimagrimento eccessivo, prima dell'instaurarsi di atti autolesivi ripetuti... la terapia strategica breve è ritenuta la "best pratice" per riuscire ad arginare situazioni drammatiche in tempi relativamente contenuti.

Rossana d'Ambrosio, psicologa e psicopedagogista
esperta in Neurodivergenze e in Psicologia Clinica Strategica
autrice di Vivacemente
da anni mi occupo di supporto a genitori, bambini e adolescenti

Se senti il bisogno di un confronto, puoi trovare maggiori informazioni sul mio lavoro consultando il mio sito personale:
www.rossanadambrosio.it

La terapia craniosacrale

La terapia craniosacrale fa parte delle terapie complementari olistiche.
I principi anatomici sui quali si fonda questo metodo sono la presenza di suture fra un osso cranico e l’altro che ne consentirebbero la mobilità. Questa mobilità è generata dalla fluttuazione del liquido cerebrospinale, dalla contrazione di alcune cellule del sistema nervoso centrale, dal movimento del cervello e del midollo spinale nonché dalla presenza delle meningi, che collegano il cranio al sacro.
Tutte queste componenti, in condizione di salute, si muovono in maniera armonica alternando fasi di espansione con fasi di contrazione.
Sutherland
chiamò tutto questo “Meccanismo Respiratorio Primario” o MRP.

I BENEFICI

Con questa metodica si interagisce con quello che il Dr. Sutherland definì il Meccanismo Respiratorio Primario; i benefici si riverberano su tutto il corpo e anche sulla mente. Le persone che si sottopongono alla terapia craniosacrale dichiarano di sentirsi rilassate e con la mente più lucida.

Pertanto questa tecnica può portare beneficio a chi soffre a causa di stress e iperattività, ripristinando l’equilibrio psicofisico. 
La terapia craniosacrale è molto delicata e sicura. Per questo motivo viene spesso consigliata anche in gravidanza e dopo un’operazione. La leggerezza del trattamento la rendono adatta pure ai bambini.