In cosa consiste il Sostegno Psicologico

Il Sostegno Psicologico è un percorso, svolto in sinergia tra psicologo e cliente, orientato a comprendere, inquadrare e ristrutturare la situazione presentata dal cliente. Il fine è quello di individuare, all’interno di un progetto di crescita e cambiamento, le risorse e le strategie utili a raggiungere gli obiettivi desiderati, alleviando le tensioni e migliorando il benessere. Durante le sedute di Sostegno Psicologico vengono accolte le esigenze e le difficoltà della persona in un preciso momento della sua vita, allo scopo di stimolare il cambiamento di modalità emotive, cognitive, relazionali e comportamentali vissute come fonte di malessere.

La scelta di avviare un percorso di Sostegno Psicologico avviene generalmente quando la persona si accorge che qualcosa, nel proprio modo di vivere, non funziona più come dovrebbe. Quando si affronta un momento di disagio nella propria vita, di perdita (affettiva o lavorativa) o di crisi personale.
Talvolta si prova la sensazione di essersi smarriti, di girare a vuoto come in una rotonda, incerti sulla strada giusta per proseguire con serenità e soddisfazione.

In questi momenti di incertezza, a volte prolungati nel tempo, il lavoro su di sé acquisisce importanza e significato attraverso la comprensione profonda di quali sono le abitudini di pensiero, gli schemi relazionali e le azioni che ci possono portare a star male con noi stessi e nell'ambito delle relazioni.

Esplorando il proprio vissuto passato e presente, i conflitti interni ed i processi psicologici alla base della sofferenza è possibile riscrivere una nuova storia di vita attivando un cambiamento stabile e duraturo.

È importante sottolineare, tuttavia, che non è necessario star male per avere il desiderio di migliorarsi. Un percorso, dedicato alla riscoperta di sé, è importante per aiutarci per vivere una vita appagante in piena sintonia con predisposizioni e talenti, e con i desideri più autentici.

Benessere emotivo e ambientale

Come raggiungere il benessere emotivo e ambientale, attraverso l’esperienza artistica e il restorative design

Corso/laboratorio di Arteterapia biofilica e Restorative design
Sono previsti 8 incontri di 2 ore e mezza ciascuno
Ogni incontro si articola in una parte teorica e una parte pratica espressiva laboratoriale

Quali sono gli argomenti che verranno trattati in questo corso?

Le 10 intelligenze di Gardner e la scoperta dei talenti
La creatività e le esperienze ottimali (flow)
La Psicologia positiva, come promuovere le esperienze eudaimoniche
La Psicologia ambientale, come ridurre il sovraccarico sensoriale e gli stressor
La Psicologia dell’abitare, come rendere gli ambienti stimolanti o rilassanti
L’uso del colore e la cromoterapia
Luoghi sociofughi e luoghi sociopeti
I bisogni psicologici legati allo spazio ambientale
La Biofilia, istintiva attrazione verso tutto ciò che fa parte del mondo naturale
L’arteterapia biofilica come mezzo espressivo per il benessere psicofisico
Il Restorative design e il concetto di Fascination

Che cosa potrò imparare?

A progettare nuovi ambienti confortevoli e suggestivi
A migliorare il benessere psicofisico all’interno di ambienti già esistenti
A rendere gli spazi armoniosi e ottimali anche attraverso l’uso del colore
A introdurre elementi biofilici dentro gli spazi abitativi per renderli rigeneranti
A creare oggetti accattivanti e di tendenza, in base ai principi della biofilia
A organizzare piccoli gruppi di riciclo creativo
A ritrovare il benessere emotivo attraverso le arti espressive

Nella parte laboratoriale che cosa potrò imparare a realizzare?

Quadri “verdi” a tema naturalistico
Piccoli giardini da tavolo, come oggetto regalo
Oggettistica con decorazioni a mosaico
Rivisitazione di oggetti attraverso l’upcycling

A chi si rivolge il corso?

A progettisti, arredatori, home stager, insegnanti, educatori, associazioni che vogliano ampliare la loro offerta corsi, appassionati di arte e creatività, e tutti coloro che desiderano saggiare le proprietà terapeutiche della biofilia e del restorative design.

Dove si svolge e quanto costa?

Il corso/laboratorio si svolge in via Coazze 11, a Torino (metropolitana Bernini).
Il costo è di 250 €, comprensivo del materiale necessario (supporti per i quadri verdi, muschi e licheni stabilizzati, colori, tessere mosaico, …)
In corso è tenuto dalla dott.ssa Rossana d’Ambrosio, psicologa e architetto.

Verranno formati piccoli gruppi di lavoro, in base alle preferenze di orario che indicherete.
Chi è interessato può inviare una mail a: rossana.dambrosio@vivacemente.it

10 disturbi di personalità

In base al DSM-5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) ci sono 10 disturbi di personalità suddivisi in 3 cluster (gruppi). 


Cluster A dei disturbi di personalità
Condotte di comportamento bizzarre o eccentriche


I disturbi di personalità del Cluster A sono:

Disturbo Paranoide di Personalità
Disturbo Schizoide di Personalità
Disturbo Schizotipico di Personalità


Questi disturbi condividono un significativo disagio negli ambienti sociali, ritiro sociale e pensiero distorto. Il paranoide pensa che gli altri lo danneggino, lo schizotipico pensa che gli altri non si curano o non apprezzano la sua unicità, lo schizoide che gli altri sono crudeli e rifiutanti.


Cluster B dei disturbi di personalità
Condotte di comportamento drammatiche, emotive o disregolate


I disturbi di personalità del Cluster B sono:

Disturbo Borderline di Personalità
Disturbo Narcisistico di Personalità
Disturbo Istrionico di Personalità
Disturbo Antisociale di Personalità


Questi disturbi condividono difficoltà nel controllo degli impulsi e nella regolazione emotiva.


Cluster C dei disturbi di personalità
Condotte di comportamento ansioso o inibito


I disturbi di personalità del Cluster C sono:

Disturbo Evitante di Personalità
Disturbo Dipendente di Personalità
Disturbo Ossessivo-compulsivo di Personalità


Questi disturbi si caratterizzano soprattutto per alti livelli di ansia, inibizione sociale, sentimenti d’inadeguatezza e un’ipersensibilità alle valutazioni negative.

Teoria dei Big Five

Il modello dei Big Five rappresenta un approccio nomotetico allo studio della personalità.
Questa teoria sui tratti di personalità è stata messa a punto attraverso gli studi tassonomici condotti da Robert R. McCrae e Paul T. Costa.

Come suggerisce il nome il modello, essa comprende 5 fattori, rispetto a ciascuno dei quali è stato individuato l'opposto semantico. All'interno del continuum che si crea, in relazione a ogni fattore, può essere contemplata un'ampia gamma di sfumature, tanto più vasta in relazione alla ricchezza lessicale.

1. Il primo fattore è l'estroversione contrapposta a introversione. Tale fattore individua l'energia, l’attività e la dominanza.
2. Il secondo fattore è la gradevolezza contrapposta a ostilità. Comprende caratteristiche di personalità quali l’altruismo, la cooperatività, la gentilezza e la cordialità nel polo della gradevolezza; nel polo dell’ostilità, comprende invece la superbia, l’egoismo, l’astiosità, e l’indifferenza;
3. Il terzo fattore è la coscienziosità contrapposta a superficialità o negligenza. Comprende caratteristiche quali la scrupolosità, la diligenza, l’ordine, la precisione, la perseveranza.
4. Il quarto fattore è la stabilità emotiva contrapposta a instabilità o nevroticismo (Eysenck). Comprende la sicurezza, la calma, e la tranquillità nel polo della stabilità; sul polo opposto troviamo l’insicurezza, la vulnerabilità, l’ansietà.
5. Il quinto fattore è l'apertura mentale, intesa come apertura all’esperienza, contrapposta a rigidità mentale. Fa riferimento a caratteristiche quali la creatività, l’originalità e la curiosità intellettuale; sul polo opposto troviamo ottusità, inflessibilità.

Kohut e i suoi studi sul narcisismo, il Sé grandioso

Il contributo di Kohut (Vienna, 3 maggio 1913 – Chicago, 8 ottobre 1981) ruota intorno all’elaborazione di una teoria del Sé e al  rinnovamento della tecnica psicoanalitica nell’analisi del disturbo narcisistico di personalità.

Secondo il pensiero di Heinz Kohut, il Sé rappresenta il nucleo originario e centrale della personalità; il suo sviluppo corrisponde a una graduale trasformazione di un narcisismo infantile onnipotente in un narcisismo maturo, sano e realistico, mentre le nevrosi e le psicosi sono il di uno sviluppo patologico.

Alla nascita, il Sé dipende strettamente, per la sua sopravvivenza, dall’ambiente e in particolare dal rapporto diadico con la madre. L’empatia con cui la madre, e subito dopo la coppia genitoriale, accoglie e corrisponde ai bisogni del bambino, assicurandone la sopravvivenza, e inoltre sorregge la sua crescita psicologica, infondendo nel bambino un senso di «valore».
Questo processo pone le condizioni per un investimento narcisistico e per il potenziamento del Sé del bambino che assume le forme di un «Sé grandioso» grazie al quale, rispecchiandosi nella madre, trova conferma di importanza e unicità, elementi essenziali per il sano sviluppo della personalità.

Nelle prime fasi della vita, questa costruzione è fisiologica ed essenziale alla stabilizzazione per la crescita del Sé, così come lo è la cosiddetta «Imago parentale idealizzata», la quale risulta dall’investimento narcisistico della coppia genitoriale.
La formazione di questa struttura riflette la capacità della coppia genitoriale di rispondere empaticamente ai bisogni del bambino.

Secondo Kohut, il percorso di sviluppo ottimale dovrebbe condurre al consolidamento di un «Sé nucleare», inteso come il nucleo centrale della personalità. In questo processo, le configurazioni arcaiche dovrebbero essere abbandonate e sostituite da concezioni di Sé più realistiche e allineate con le possibilità dell'ambiente circostante, consentendo un adattamento alla realtà esterna.
Gli ostacoli alla formazione del Sé risiedono, per Kohut, nell’inadeguatezza delle risposte affettive dei genitori ai bisogni del bambino. Le patologie psicotiche e narcisistiche sono riconducibili a disturbi nei processi formazione e integrazione del «Sé grandioso» e dell’Imago parentale idealizzata. 

Quando il «Sé grandioso» non viene integrato nella personalità adulta, produce gravi alterazioni nella forma di manifestazioni onnipotenti, e quindi ostacola o rende impossibile la realizzazione dell’individuo. Kohut ritiene che i disturbi narcisistici derivino da gravi privazioni e lacerazioni delle prime esperienze interpersonali, alle quali il bambino ha risposto con la costruzione di una serie di strutture difensive che rivendicano l’esperienza di “valore” che originariamente è mancata.

I pazienti narcisistici sono spesso adulti che da bambini non hanno ricevuto il necessario calore emotivo e che spesso hanno dovuto far fronte alla solitudine e alla depressione con la produzione di fantasie grandiose.

Funanboli dell'autostima

I narcisisti sono chiamati anche funamboli dell'autostima per la loro difficoltà a manetenere un livello di autostima equlibribato; ciò accade soprattutto nel tipo covert. Questi soggetti, infatti, hanno un autostima che fluttua tra la grandiosità del falso Sé, e i livelli bassissimi del vero Sé.


Disturbi di personalità e instabilità

A seconda del disturbo di personalità che andiamo a considerare, ci troviamo di fronte a un tipo di instabilità differente.
Per esempio, il disturbo borderline è caratterizzato da una forte instabilità emotiva, infatti esso è chiamato anche "disturbo della disregolazione emotiva".

Invece, nel disturbo narcisistico di personalità ci troviamo di fronte a una forta instabilità dell'autostima. Si dice che chi soffre di questo disturbo sia un "funanbolo dell'autostima". Infatti, vive spesso momenti di grandiosità, seguiti da momenti di frustrazione nei quali prova vergogna per non essere riuscito a realizzare ciò che era contemplato nei suoi sogni e progetti ambiziosi.

Nel disturbo bipolare ci troviamo di fronte a una instabilità dell'umore, per cui si alternano fasi maniacali e fasi depressive.

Piramide dei bisogni: apprezzamenti e critiche

In base alla teoria della "piramide dei bisogni" ideata da Maslow, i bisogni si presentano in base a una precisa scala gerarchica, secondo la quale non si passa a soddisfare un bisogno superiore, se prima non è stato soddisfato un bisogno basilare. È istintivo suppore che non si pensi a soddisfare un bisogno di autorealizzazione se prima non ci sentiamo nutriti e al sicuro. Questa teoria ci aiuta a comprendere molti meccanismi comportamentali, tuttavia non sempre la scala gerarchica viene percorsa in maniera così rigida.

Sono state mosse alcune critiche, secondo le quali ci sono dei dubbi... alcune persone proprio perché non vedono soddisfatti alcuni bisogni importanti, punterebbro ad altri obiettivi più raggiungibili compiendo una sorta di sublimazione. In definitiva non sempre è vero che un bisogno di livello più elevato risulti poco motivante per una persona che non ha ancora soddisfatto un bisogni di livello inferiore.

Disturbi di personalità, 3 cluster

Ecco una schema che riporta i 10 disturbi di personalità, raggruppati nei 3 cluster:

A.     Eccentricità e stranezza
B.     Imprevedibilità e amplificazione
C.     Ansia e timore

Alla ricerca dell'equilibrio

Parlando di ricerca di equilibrio non possiamo non parlare di omeostasi.
Questo termine fa riferimento ala tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità, sia delle proprietà chimico-fisiche interne sia comportamentali, che accomuna tutti gli esseri viventi, per i quali tale regime dinamico deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne, attraverso precisi meccanismi autoregolatori.

Tali meccanismi autoregolatori possono consistere anche meccanismi comportamentali che mette in atto la persona per il bisogno di evitare emozioni che risulterebbero sgradevoli o insopportabili; tuttavia questa modalità può condurre in seguito verso situazioni disfunzionali, specialmente nelle relazioni.Quindi l'equilibrio raggiunto attraverso meccanismi di proiezione, distacco... è un equilibrio precario e non duraturo, né funzionale alla salute psichica.

Psicologia generale, di che cosa si occupa

Con la definizione "psicologia generale" si fa riferimento alla corrente principale della ricerca scientifica sulle funzioni psicologiche di base. Essa si prefigge lo scopo di studiare e approfondire le conoscenze sulla mente umana e sul comportamento, utilizzando il con metodo sperimentale.
 

Per il suo orientamento prevalente, viene spesso assimilata alla "psicologia cognitiva".

Attraverso metodiche classiche relative alla psicologia sperimentale, come le metodologie di derivazione comportamentista, la misurazione dei tempi di reazione o le tecniche psicometriche, la psicologia generale si focalizza principalmente sui processi cognitivi.

La psicologia generale fa riferimento ai progressi delle neuroscienze, e spesso la ricerca in questo settore non è disgiunta dall'utilizzo di metodiche non originariamente psicologiche, come le tecniche elettrofisiologiche o le tecniche di neuroimmagine. Queste ultime però sono utilizzate maggiormente in neuropsicologia. 

Gli ambiti della psicologia generale riguardano i seguenti costrutti:
    Apprendimento
    Attenzione
    Cognizione
    Coscienza
    Emozione
    Intelligenza
    Linguaggio
    Memoria
    Motivazione
    Pensiero
    Percezione
    Personalità
    Sensazione
    Motivazione e Volizione

Narcisista a pelle spessa e a pelle sottile

Lo studioso Herbert Rosenfeld ha fornito un interessante riferimento alla pelle dei narcisisti, in modo da comprendere meglio le differenze tra le due tipologie di narcisismo.

Il narcisista a pelle spessa è il narcisista overt, ovvero quello grandioso, apparentemente sicuro di sé. Quello che sembra non farsi scalfire da nulla. Può destare ammirazione per la sicurezza che mostra, ma può risultare irritante quando assume atteggiamenti troppo plateali ed esibizionisti.

Al contrario il narcisista a pelle sottile (detto anche covert) in prima battuta non risulta affatto irritante, anzi suscita quasi un senso di tenerezza per la sua vulnerabilità. Appare umile, riservato, tendenzialmente timido, a volte ansioso e un po' depresso. Può scegliere di andare in terapia proprio in seguito a episodi depressivi, ansia e senso di vuoto incolmabile, ma non si rivolge allo psicologo perché ha compreso il tipo di disturbo che lo affligge da una vita. E talvolta, allo psicologo è necessario diverso tempo per comprendere il suo reale disturbo; infatti il paziente non ostenta quel senso di grandiosità che si porta dentro come un sogno quasi accantonato.
Il narcisista a pelle sottile è misurato, riflessivo, seppur dal suo unico punto di vista, infatti manca di reciprocità (la mancanza di reciprocità è un elemento che accomuna tutte le differenti forme di narcisismo).

Il narcisista a pelle sottile sceglie di accompagnarsi con persone molto empatiche e dotate di profondità, che sappiano accoglierlo e supportarlo, offrendogli l'approvvigionamento di cui hanno bisogno.
Il narcisista covert non investe l’interlocutore con la sua grandiosità (che tiene nascosta) e non punta mai direttamente su sé stesso. Nelle relazioni, dall'inizio tende ad elevare l’altro, mostrando di capirne il valore, esaltandone i pregi e colmandolo di apprezzamenti. Valorizzare l’altro lo fa stare bene, andando a generare una sorta di grandiosità riflessa.
Io mi sento grande, unico, quando tu sei qui con me e mi dedichi il tuo tempo, il tuo riconoscimento nei miei confronti mi dice che esisto e che sto facendo bene ciò che faccio. Tu sei il mio specchio e mi rimandi una bella immagine che mi fa sentire al top.